07.04.16

Treia: la bellezza e il mistero dell’Infinito

Incastonata nel verde dei colli della valle del Potenza e protetta dalle maestose mura medioevali che la cingono interamente, Treia è una vera e propria città-gioiello. Questa piccola cittadina – quasi 9500 abitanti – in provincia di Macerata è stata inserita dall’Ente Turistico Italiano tra i borghi più belli d’Italia e non è difficile capire il perchè: la bellezza della città e il contesto naturale la rendono unica al mondo.

Un po’ di storia

Come l’araba fenice Treia è nata più volte dalle sue stesse ceneri. Fondata dai Sabini nel IV secolo prima di Cristo, fu una colonia romana. Nel corso dei secoli venne distrutta prima dai Visigoti e poi dai Saraceni, ma gli abitanti hanno avuto la forza e la costanza per ricostruirla ogni volta.  Treia acquistò la sua fisionomia attuale soprattutto durante il periodo medioevale, con il dominio di Francesco Sforza prima e quello dello Stato della Chiesa poi.

vismap cucine

(Treia è il luogo da dove è partito il percorso di Vismap Cucine. Nell’immagine Eva Noce.)

Cosa vedere

Riassumere le bellezze di Treia in poche righe non è facile, anche per una poetessa come Dolores Prato che per anni vi ha vissuto e che ebbe a dire “Se Giacomo Leopardi fosse stato di Treia, avrebbe sentito lì il mistero dell’infinito” . Si potrebbe cominciare con una passeggiata lungo la cinta muraria che culmina nella Torre Onglavina – una vera e propria terrazza panoramica dal quale ammirare sia le montagne che il mare – e si potrebbe proseguire entrando nella città da una delle sue sette porte – la più famosa è la Porta di Vallesacco, teatro di una guerra nel 1200 –  e visitare il centro medievale splendidamente conservato. Il cuore della città è piazza della Repubblica da cui si possono ammirare un panorama mozzafiato sulle colline circostanti e,più in basso, le mura dell’Arena Carlo Didimi. Sulla piazza si affacciano tre edifici di grande importanza storica e architettonica: la Cattedrale della Santissima Annunziata, il Palazzo Comunale e l’Accademia Georgica. Quest’ultimo edificio – realizzato da Giuseppe Valadier – colpisce per la sua eleganza e bellezza e al suo interno ospita l’imponente collezione libraria della Biblioteca e un Museo. Se poi, come gli antichi romani, siete affascinati dall’Egitto, nel vostro itinerario non può mancare una visita al Museo Archeologico dove sono conservati i reperti rinvenuti in quello che è stato il luogo su cui sorgeva l’antica Treia: il Santuario del Santissimo Crocifisso. Un gioiello nel gioiello è il teatro cittadino, realizzato nel 1801 per volontà delle più facoltose famiglie di Treia. Un particolare curioso è rappresentato dal sipario che vela il palco di questo antico teatro: su di esso è dipinta la battaglia di Vallesacco. Ma Treia è un vero caleidoscopio di bellezze: basta entrare dalla Porta Palesio per giungere alla piazza Don Cervigni, impreziosita dalla chiesa barocca di Santa Chiara e dalla cattedrale romanica di San Michele. Per chi ama l’architettura una passeggiata lungo via Cavour e via Roma è d’obbligo: lungo di essa sfilano edifici storici di grande eleganza e originalità.

I dintorni

La bellezza della città di Treia è valorizzata dal contesto naturale in cui si trova: nella verdissima valle del fiume Potenza, non lontana dai monti Sibillini con il loro bellissimo Parco Nazionale e dalla stazione sciistica di Sarnano e vicinissima alla riserva naturale della Abbadia di Fiastra. Anche la zona appena a ridosso del centro abitato è molto suggestiva: la casa museo rappresenta un pezzo ancora intatto della vita contadina, quello rappresentato dalle case di terra con gli antichi utensili ancora perfettamente conservati. Un’altra delle mete da non perdere assolutamente è il Santuario del Crocifisso che si trova nella località di San Lorenzo: lo splendido crocifisso quattrocentesco che vi è conservato custodisce un segreto ammantato di leggenda: si dice, infatti, che sia stato scolpito dalle mani di un angelo.

La Disfida del Bracciale

Uno dei più importanti eventi culturali di Treia è la rievocazione storica della Disfida del Bracciale dedicata al gioco del bracciale, molto diffuso in queste zone in epoca rinascimentale. La Disfida si tiene ogni prima domenica di Agosto ed è un evento di particolare fascino: fin dai giorni precedenti l’atmosfera del tempo viene creata con grande cura dei particolari. I quartieri – divisi ciascuno secondo il proprio colore – si animano con spettacoli, musica e cene preparate secondo le ricette dell’epoca fino a giungere al culmine dell’evento: la partita che vede in campo le squadre dei quattro quartieri. L’amore di Treia per la memoria e le tradizioni si esprime attraverso questa e tante altre manifestazioni popolari.

I piaceri della tavola

Tanta bellezza da guardare non deve farci dimenticare che le Marche sono anche una terra di squisite tradizioni alimentari. Sotto questo aspetto Treia non fa certo eccezione. Sicuramente il prodotto più famoso è il calcione – a base di pecorino, uova e zucchero – un “calzone” cotto al forno, a forma di mezzaluna, dal caratteristico sapore agrodolce. Ma in un pranzo in pura tradizione treiese non possono mancare il ciauscolo – un salame dal sapore delicato e dalla pasta morbida, spalmabile – , i vincisgrassi – sfoglie di pasta farcite con ragù di carni miste e frattaglie, profumato al tartufo – e, per finire in dolcezza, gli scroccafusi – fritti o al forno, cosparsi di alchermers  e zucchero – e la cicerchiata: palline a base di farina e uova e fritte nell’olio o nello strutto.